Mi perplime

Al momento Google + mi perplime. Perché mi sembra un Facebook bis. Perché tutta questa gran privacy non la vedo, anzi, lo trovo invadente. Perché non capisco gli entusiastici commenti sul sistema delle cerchie, che non è una novità, perché anche FB ha le sue brave, gestibilissime liste (magari non infighettate a cerchio, ma insomma, ci sono). Ecco, vorrei cambiare idea.

Andiamo al punto

Spesso mi capita di fare acquisti online su siti non italiani. La prima domanda cui mi aspetto si risponda quando prendo in considerazione un nuovo sito è: "Ma spedite in Italia?". Il più delle volte, per riuscire a ottenere questa semplice informazione devo sgrufolare in lungo e in largo su tutto il sito, con relativa perdita di tempo e di pazienza. Qualche giorno fa però incappo in un sito che, riconoscendo la mia provenienza, mi spiattella in un banner sotto il naso "Spediamo in Italia" o qualcosa del genere. Ecco, a un sito che mi offre subito un'informazione per me essenziale, invece di sbrodolarmi addosso i pregi dei suoi prodotti, io do dieci punti in più. Luisa Carrada riporta la piramide della precisione. Che tante, ma proprio tante aziende online farebbero bene a memorizzare.

150° bis

Chi paragona l'Italia che sognammo a scuola, con l'Italia che vediamo intorno a noi, resta sopreso da una grande differenza... l'Italia unita, indipendente e libera, si direbbe che ha lasciato il tempo che ha trovato.

Pasquale Villari, La scuola e la quistione sociale in italia (1872)

 

Molti collocano siffatta unità nel popolo italiano; il quale, al parer mio, è un desiderio e non un fatto, un presupposto e non una realtà, un nome e non una cosa, e non so pur se si trovi nel nostro vocabolario.

Vincenzo Gioberti, Del primato morale e civile degli italiani (1843)

 

 

A proposito del 150°...

Per la ragione che gl'Italiani hanno voluto far una Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico il loro retaggio; perché pensano a riformare l'Italia, e nessuno s'accorge che per riuscirvi bisogna prima riformare sè stesso.E pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani.

Massimo D'Azeglio, I miei ricordi (1867)

 

 

Partire dall'ABC

Ok i social media per la promozione del proprio brand, ok Facebook come vetrina, ma insomma, magari prima di infilarsi le scarpe e cominciare una maratona sarebbe il caso di capire se l'abbigliamento è adatto. In sostanza, se una piccola azienda decide di presentarmisi su FB, diciamo, un minimo di ABC dovrebbe saperlo. Tipo che un indirizzo web più personalizzato di una stringa di numeri sarebbe preferibile. O che se sei un'azienda e vuoi proporre il tuo brand non ti crei una pagina personale da vicino di casa o lontano cugino aspettandoti che io ti chieda l'amicizia (amicizia?), ma ti costruisci una fan page. Ecc. Impressioni personali, ça va sans dire.

Marketing e social media

Un interessante articolo in inglese getta un sassolino nello stagno dell'uso commercale dei social media. Che Facebook, Twitter &Co. siano diventati strumenti di promozione del proprio brand o della propria azienda è ormai più che noto. Ma sono efficaci in ogni circostanza? Secondo l'autore dell'articolo sopra linkato, s'impone una decisione ponderata e basata su esigenze effettive, non sulla "moda del momento". E soprattutto, è necessaria una strategia, quantomeno a medio termine. Come dire, vabbè che basta un click, ma un click è per sempre. Purtroppo, verrebbe da aggiungere a volte.